Paese che vai, cultura che trovi Pensieri sparsi

L’immensa paura del cambiamento

Ci siamo fermati. Abbiamo avuto tanto tempo per pensare e ognuno ha fatto qualcosa.

Il mondo è cambiato e ha provato a costringerci al cambiamento, ma possiamo dire che ci sia riuscito? Abbiamo davvero cambiato il nostro modo di pensare?

Mi stavo illudendo, stavo iniziando a immaginare un futuro diverso. Poi però sono ripiombata alla realtà, con tutto questo odio riversato su qualsiasi cosa: dall’uomo che urla contro dei ragazzini senza mascherina (quando lui è il primo a non averla), ai numerosi commenti odiosi contro una ragazza che “poteva saziare la sua smania di altruismo a casa sua” e che ora si beffa della nostra compassione diventando islamica.

A me non interessa parlare di questa ragazza, non ho intenzione di psicoanalizzare un’anima che non conosco. Perché, chi siamo esattamente noi per dire con certezza che abbia la sindrome di Stoccolma o che sia solo terrorizzata?

Io sono nessuno per dirvi di non odiare l’islam e non giudicare le scelte altrui. Non sono mai stata violentata da un extracomunitario, nessuno di loro mi ha mai rubato il lavoro e non ho mai aiutato qualcuno in Africa. Quale percentuale di persone può dire di aver vissuto almeno una tra queste cose? Non lo so.

L’unica cosa che so per certa è che siamo affetti da cecità d’animotutto quest’odio non fa altro che risvegliare la bestia che è in noi. Tutta questa smania di puntare il dito, di trovare IL colpevole.. e poi? Dopo averlo trovato, cosa pensiamo possa accadere? 

Le guerre portano solo altre guerre cosi come l’odio porta solo altro odio. Ma abbiamo mai provato a percorrere quella strada, assai piu ripida e difficile della comprensione, del “vivi e lascia vivere”?

Un uomo “l’illuminato”, circa 2.500 anni fa diceva una cosa che facciamo fatica ad ascoltare

l’odio genera solo altro odio

e l’odio si combatte solo con l’amore


L’islam è una fede grandiosa e inquietante, che lungo la strada si è macchiata più volte le mani di sangue, che ha lasciato dietro di se enormi atrocità, così come tantissime altre religioni.

E se smettessimo di farci trascinare da visioni parziali, di farci incantare e diventare ostaggi di tutta la retorica fine a se stessa e di tutti gli slogan che riescono a saziare, momentaneamente, la nostra bestia?

Noi, donne e uomini, che parliamo di libertà come possiamo farlo, abbattendo quella degli altri?

Se vogliamo cambiare, forse dovremmo smettere di guardare il mondo solo dal nostro punto di vista. Prendiamo al volo questa meravigliosa occasione che ci ha dato il mondo, Vi prego. Cambiamo il nostro modo di stare al mondo, il nostro modo di pensare. Smettiamo di puntare il dito contro tutto ciò che è diverso, per pigrizia mentale. Mettiamoci in discussione, creiamo un futuro diverso, non ripercorriamo il cammino che ci ha portati all’oggi perché domani potremmo trovare solo un cumulo di niente.


Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te
l’hanno persa e danno la colpa a te,
se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.
Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,
o essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
o essendo odiato, non dare spazio all’odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
o guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.
Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere quando in te non c’è più nulla
tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
o passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,
se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
e – cosa più importante – sarai un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling – Se (Lettera al figlio)

 

Informazioni sull'autore

Mi chiamo Francesca, foundress di likeitalians.

Sono una studentessa di Storia dell'arte, di quelle che non si prendono troppo sul serio. Leggo libri, scalo montagne, parlo di arte e di culture con spensieratezza. Sono una vagabonda e la nonna da piccola mi chiamava zingara, forse ci ha azzeccato prima di tutti.

Sogno un mondo in cui l'arte possa essere alla portata di tutti e viaggio sempre con le tasche quasi vuote.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *