Arte Musei

Riapre la pinacoteca di Brera. Pro e contro della visita

Il 9 giugno ha riaperto la Pinacoteca di Brera e l’ingresso sarà gratuito per tutta l’estate.

Allettante, per cui mi sono immediatamente fiondata a visitarla per la milionesima volta e in questo articolo vi parlerò di come ho vissuto la riapertura e dei pro e contro di questa strana situazione.

 Partiamo dai contro

1 – La fila

Metto questo grande NO per primo.

Sono riuscita ad entrare alle 12.00 dopo aver prenotato l’ingresso dell 11.50.

E fin qua direte: “vabbè ma non ti lamentare per dieci minuti di ritardo”. Avete ragione. Entro, misuro la febbre, saluto le guardie, penso di iniziare finalmente il percorso e no. Altra fila.

Mi guardo intorno: una ragazza munita di walkie talkie e tesserino ci guarda sorridendo timidamente (almeno questo è quello che percepisco vedendo solo i suoi occhi). Forse è terrorizzata da noi, energumeni incazzati che devono mettersi in fila per entrare in ogni sala. Non avrebbe tutti i torti, le persone vicino a me fanno paura, forse anche io ne faccio? Tutti si guardano in cagnesco, qualcuno tenta di superarsi facendo finta di niente. Io non sono brava in queste situazioni e non appena è il mio turno, un ragazzo mi supera e io vengo fermata. Risposta alla mia domanda: no, non faccio paura a nessuno. Guardo a terra dicendo “però c’ero prima io…” e a un certo punto l’amica che mi ha accompagnato ad alta voce dice “eh si che c’eravamo prima noi, ma la gente è stronza.” La guardia indietreggia e ci fa entrare scusandosi. Lei con il suo 40 di piede e 1.87 di statura fa paura, si, e quel ragazzo non ci ha più superate.

La fila si ripete circa per tre stanze, poi le persone fortunatamente iniziano a sparpagliarsi.

2- La prenotazione

Le prenotazioni si effettuano online ed hanno un numero molto limitato di posti.

Io sinceramente non ho avuto nessun problema, ma ho notato che alcuni ragazzi non erano riusciti a bloccare l’orario scelto. Ci tengo a sottolineare l’età perché nonna Beppina di fronte a me era tutta sorridente con la prenotazione stampata e si beffava del ragazzetto sventolando il suo foglio impeccabile  :” Ah, i giovani d’oggi”. Nonna Beppina ha ragione, i giovani d’oggi non leggono e siamo abituati alle prenotazioni facili e veloci. Un branco di imbecilli insomma.

Il procedimento in effetti è lungo, ma non impossibile. IO CREDO IN NOI, POSSIAMO FARCELA.

Per prenotare dovete seguire questo link, scegliere la data, l’orario e poi si aprirà una pagina in cui dovrete inserire i dati di ciascun visitatore. Alla fine di tutto, vi arriverà una mail (all’indirizzo indicato durante la registrazione dei dati) in cui ci sarà scritto “ehi, hai tempo 30 minuti per confermare la prenotazione. clicca qui”. voi cliccate e fatto, arriva la mail definitiva con la conferma della prenotazione.

3- La campanella

Le visite durano un massimo di un ora e mezza. La mia prenotazione era dalle 11.50 fino alle 13.20 e fin qui tutto okay.

Alle 13.10 arriva un messaggino sul cellulare in cui mi si ricorda che ho ancora dieci minuti di tempo per la visita, poi una mail. Okay, okay mi muovo, sono all’ultima stanza. Alle 13.20 precise inizia a suonare per tutto il museo una dolce campanella che con delicatezza riesce a catapultarti sino ai tempi del liceo, quando quella odiosa suonava come una pazza ricordandoti la morte imminente per l’interrogazione per la quale non avevi aperto libro. E quindi: ho salutato Giovanni Fattori con la promessa che sarei tornata presto e sono uscita con il cuore in gola e cercando di ricordarmi che no, non sono più al liceo e non avevo nessuna interrogazione.

4- Sale chiuse

Alcune sale sono state momentaneamente chiuse perché non idonee a garantire il distanziamento.


  I pro

1- La gente

Superate le prime tre stanze, si entra in un mondo diverso in cui si è soli con le opere d’arte. Milano è sempre gremita di gente ovunque ed andare alla pinacoteca e rimanere sola con Caravaggio, Modigliani, Raffaello e tutti gli altri è un’esperienza unica e meravigliosa. Potevo contare le crepe sul quadro del cristo morto di Mantegna e rimanere in estasi ad ammirarlo per tutto il tempo che volevo (entro l’ora e mezza), senza nessuno attorno a me. Esperienza mistica quella di vagare quasi soli per le stanze del museo.

2- La prenotazione online

Per quanto questa possa essere lunga è molto comoda. Si evitano contatti inutili in questo periodo.

3- Addetti alla vigilanza e accoglienza

Non si dice mai abbastanza, i musei funzionano anche grazie a loro. Sono tutti disponibili e preparati. Il ragazzo che non era riuscito ad effettuare la prenotazione, (lo stesso che mi ha superato) è stato aiutato immediatamente da un personale corretto e gentile.

All’interno gli addetti sono attenti e gentili. Può capitare a tutti noi di fare dei passi falsi in questo periodo, bisogna ancora abituarsi a tutto e loro sono molto cortesi (a parte un signore che mi ha urlato di allontanarmi dalla mia amica, che mi ha fatto molta paura).

4- Disinfettante

All’ingresso gli addetti all’accoglienza, indicano il dispenser di gel disinfettante e ti obbligano ad usarlo prima di entrare. Mossa giusta secondo me, perché molti potrebbero dimenticarsene. Siamo umani.

3- Ingresso gratuito alla Pinacoteca di Brera

Niente da aggiungere, Pinacoteca + ingresso gratuito = andateci immediatamente e non fatevi scappare questa opportunità.

Le mascherine, le file e qualche persona antipatica si sopportano e la sofferenza svanirà non appena vi troverete immersi in tutta questa bellezza. Fidatevi di me.

Consiglio: andate con un amico per passare il tempo durante le prime tre attese.

Peace.