Milano Musei

La potenza della luce: George de la Tour a Palazzo Reale

Tra le vittime delle chiusure da lock down è rientrato anche Palazzo Reale e la sua sempre ben nutrita scelta di mostre. Come per Raffaello a Roma, aveva da poco inaugurato la mostra su George de la Tour, la prima mostra in Italia dedicata a questo artista barocco che ha portato a livelli altissimi lo studio della luce. Nei secoli (de la Tour è scomparso nel 1652) la sua opera e il suo nome erano totalmente caduti nell’oblio. Ma il recupero della sua opera è stata uno dei migliori risultati di studio della storia dell’arte del 900. Nato in un paesino della Lorena, la vita del pittore resta per larga parte un mistero: sembra che abbia fatto il tipico viaggio di studi in Italia, dove avrebbe conosciuto l’opera di Caravaggio, ma nessun documento lo attesta. Un esempio di quanto sia stato difficile identificare l’opera di George de le Tour è il quadro “il pagamento dei debiti” dove si è dovuto ricorrere ai raggi infrarossi per riuscire a identificare la firma e di conseguenza l’attribuzione al pittore. La peculiarità di La Tour era la rappresentazione in notturna, al solo lume della candela o della lampada ad olio, per soggetti sia religiosi che laici. Il suo stile però si evolve negli anni passando da una rappresentazione molto realistica, ad una, in età più avanzata, molto netta, quasi pesante e materica. Il paragone con Goya o Modigliani rendono bene l’idea di quanto sia netto il cambio di stile nel corso degli anni.

La mostra è collocata al piano terra e dopo i controlli di rito, il percorso si apre subito con la stupefacente Maddalena in contemplazione (ma è più quella del visitatore davanti al quadro…). È uno dei soggetti preferiti dal pittore tanto da rappresentarla ben 4 volte anche se con delle varianti. Il percorso espositivo è pensato come narrazione dell’opera di George De La Tour in dialogo con i suoi contemporanei: pittori che hanno scelto come caratteristica specifica lo studio della luce Caravaggesca. In una sequenza decisamente essenziale e con poco sfarzo, sui pannelli rossi si trovano le opere di La Tour, sui grigi quadri di altri pittori come gli olandesi Paulus Bor (autore di una figura allegorica che quasi anticipa le forme e le espressioni introspettive dei primi del 900) e Gerard Van Honthorst, meglio noto come Gherardo delle Notti e il pittore francese Trophim Bigot.

Paulus Bor- Allégorie de la Logique
Carlo Saraceni, natività

Come spesso accade è da attribuire ad un italiano la nascita e la diffusione di questo stile noto come la “maniera caravaggesca”: Carlo Saraceni. Di suo è esposta la “Natività”, un quadro piccolo, ma dalla luce potente e piena di significato. La luce non è più di lato, un intervento esterno, ma diventa il centro dell’azione, il senso vero della narrazione raffigurata.

 


Le opere di la Tour vedono come protagonisti santi, scene bibliche, evangeliche e profane. Sui temi religiosi la mostra espone importantissime opere dell’artista come la serie degli “Apostoli di Albi” o il” San Giuda Taddeo”, dai tratti iper-realistici e crudi, o ancora la “Negazione di Pietro”, dove al centro la scena è dominata dal tema profano del gioco dei dadi. Seguono il “San Sebastiano curato da Irene” dalla naturalezza e dolcezza di movimenti sconvolgenti, “l’educazione della Vergine” i cui tratti sembrano quasi un fumetto.

Sul profano colpisce la sequenza dei ritratti di personaggi appartenenti alla commedia dell’arte, al teatro piuttosto che ad una realtà quotidiana. I tratti sono assolutamente realistici e dall’espressività tagliente, i soggetti sono spesso personaggi teatrali: come la “lotta dei musici”, il “suonatore di ghironda” o “il vecchio e la vecchia”. La cosiddetta “pittura di genere”, che trae origine sempre da Caravaggio, ma che si sviluppa soprattutto nei Paesi Bassi, ha una grande influenza su de la Tour che riesce ad elevarla con grande maestria. Un esempio è il “Giovane che soffia sul tizzone” ardente in mano dove il calore generato dal soffio del ragazzo è reso vivido e intenso.

La mostra chiude con un altro ritratto, se vogliamo, parallelo alla Maddalena posta all’inizio, quello del “San Giovanni Battista nel deserto”. L’opera è unica in tutti i sensi: è praticamente la sola con questo soggetto fatta da la Tour, ed è l’unica ad avere ben due punti luce, uno centrale della fiamma del lume e uno esterno ma laterale del chiarore lunare che illumina la schiena del santo. I tratti sono quasi ridotti al minimo, così come gli stessi colori usati. Sembra un quadro impressionista ante litteram, un fermo immagine cinematografico. Difficile separarsene e lasciare la mostra.


Il tutto è allestito giocando su pannelli di soli due colori: il rosso e il grigio. Sono le stesse tonalità cromatiche dominanti dei quadri dove il discrimine è se il quadro preso in esame è di La Tour o meno. Gli spazi sono lasciati aperti, senza strutture che creino movimenti eccessivi all’interno delle singole sale espositive perché i quadri hanno una caratteristica: sono letteralmente delle finestre sulle scene, la cui luce risulta così forte (nonostante siano tutti notturni) che bisogna goderne da lontano e con una visione più ampia e libera possibile. Infatti molte tele, magari sullo stesso argomento o simili, sono posti l’uno di fianco all’altro o frontali, quasi speculari. L’allestimento risulta così incredibilmente coinvolgente nella sua assoluta semplicità. La scelta cromatica oculata, che esalta le tipicità dei quadri, è oramai abbastanza tipico delle mostre di P.L. e risulta assolutamente vincente.

Mostra approvata da me e Ilaria, che ha scritto questo articolo.

Ora, io, Franci, mi impossesserò dell’articolo di Ilaria per spezzare il romanticismo e fare i venali.

La mostra sarà aperta fino al 27.09.2020. Se siete possessori di carta Skirà, se siete studenti o minori di 25 anni avete diritto ad una riduzione di pochi spiccioli: 12,00 € anziché 14,00. Se invece possedete la tessera musei regione Lombardia il biglietto d’ingresso vi costerà € 10,00

Consiglio segreto

Se potete scegliere quale giorno andare a visitare Palazzo Reale, prediligete il giovedì. Dovete sapere che in questo giorno magico, nello shop arrivano tutti i cataloghi delle mostre passate, tutti a soli 10 euro. Io ho recuperato cataloghi da 50 euro a questo prezzo davvero piccino. Se amate i libri d’arte è una giornata da non perdere per nulla al mondo.

Peace.


Mostra: George de la Tour L’Europa della luce

Palazzo Reale, Milano 28 maggio-27 settembre 2020

A cura di: Francesca Cappelletti

Catalogo: Skirà

Informazioni sull'autore

Archeologa e museologa tutto fare con una passione per i viaggi, l'arte in ogni sua forma e i nuovi social soprattutto se si parla di cultura. Abruzzese di nascita, ma Milanese di adozione da 10 anni, il mio motto è "chi si ferma è perduto" perché non bisogna mai sentirsi arrivati nella vita ma andare sempre avanti, migliorarsi.

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