La bellezza rubata: due donne straordinarie

Siamo nella Vienna di inizio Novecento, del valzer, dell’immobile ordine asburgico che inizia a crollare. Siamo nella Vienna di Freud, dell’inconscio, delle pulsioni che vengono a galla; nella Vienna degli ebrei, dell’oro, di Klimt.

Vienna era nostra, dicono, e l’abbiamo amata con la stessa feroce passione con cui ci siamo amati a vicenda. Lì abbiamo trovato la verità nell’arte, ed è a voi che la lasciamo. Non sprecatela. Ricordate.


Laurie Lico Albanese, scrittrice americana, ha scelto di parlare di questa strana epoca tramite le due donne straordinarie nascoste dietro quello che noi conosciamo come “la donna in oro” di Klimt, ma il cui vero titolo è ” Adele Bloch-Bauer”.

Adele Bloch-Bauer, Klimt, 1907

Queste due anime magnifiche non sono nientemeno che la stessa Adele e sua nipote Maria Altmann e le voci delle due giovani donne vengono alternate tra i vari capitoli. Con la prima siamo nella Vienna della ricchezza che sta iniziando a sfaldarsi, con la seconda, scopriamo la cattiveria e le bruttezze della seconda guerra mondiale.

Ormai conoscete bene il mio folle e incondizionato amore per il fragile secolo delle Avanguardie e questo mi porta spesso a non amare i romanzi ambientati in questo periodo storico. Si tratta di un lasso di tempo talmente breve e concentrato di eventi, emozioni, scoperte, Anime, che basta un niente per tralasciare qualcosa di davvero importante. “La bellezza rubata” non ha l’arroganza di voler raccontare perfettamente il quadro storico di questo periodo, ma descrive sensazioni e frammenti di vita delle due protagoniste.

Adele Bloch-Bauer è una giovane donna, forte e caparbia. Alla ricerca continua della sua libertà, vuole essere una Donna con la D maiuscola. Lei vuole tutto, è sensuale e puritana, ribelle e devota, vuole essere madre e studiosa sovversiva; ma sappiamo bene che laddove la vita ti da, dall’altra toglie. Adele non può avere tutto e dovrà fare delle scelte e nello scorrere delle pagine sbagliamo e cresciamo insieme a lei. Vive in una società maschilista, una società in cui per il marito il tradimento è normale, ma per la donna? Ovviamente no, ma a lei questo non importa e impara ad avere dei segreti, a vivere pienamente la propria vita senza chiedere il permesso a nessuno. Laurice Lico Albanese racconta la vorticosa e tormentata storia di passione e amore tra Adele e Klimt, che è anche la storia di un quadro.

Dall’alto a sx 1: Adele Bloch-Bauer II, 1912 2: La medicina (bozzetto), 1907 3: Adele Bloch-Bauer, 1907 4:Giuditta, 1901

E poi abbiamo lei: la dolcissima e conformista Maria Altmann, nipote di Adele. Maria ricorda pochissimo della zia, se non fugaci insegnamenti e spicchi di vita. Ricorda un collier di diamanti, lo stesso del dipinto nella sala dello zio Ferdinand e lo stesso della “Giuditta” di Klimt. Ricorda quanto era bella e forte Adele, quando lo indossava e quanto vorrebbe somigliarle, ma sente di essere così fragile. Quando Ferdinand regala alla dolce nipotina il bellissimo collier però, le viene quasi immediatamente strappato via dai nazisti.

Vienna cambia, da un giorno all’altro. Lungo le strade si respira l’odore del sangue della sua gente: degli ebrei. Maria non era molto credente e non faceva di certo parte di una famiglia di ebrei ortodossi, ma questo ai nazisti non importava e la giovane si sente per la prima volta appartenente ad una comunità. Capirà presto di non poter contare sull’aiuto di nessuno e imparerà a camminare sulle proprie gambe. Scorrendo le pagine del libro, la fragile e dolce Maria si trasforma, si perde per ritrovarsi e non riconoscersi più. La guerra ha sconvolto il suo mondo e dovrà imparare a convivere con esso e cercare di sopravvivere.

La bellezza rubata” non è solo la storia di un quadro e del suo artista, è il racconto dell’emancipazione di un gruppo di donne forti, il racconto di una società in tormento e in continuo cambiamento. Adele Bloch-Bauer e Maria Altmann bramano la libertà, la felicità, ma soprattutto la giustizia.

Questo è uno di quei romanzi che non vedi l’ora di finire e al tempo stesso che vorresti non finissero mai. Personalmente, conoscevo già molto bene le storie delle due donne, ma questo non ha tolto niente alla lettura. E’ stato come essere piccini e voler ascoltare la stessa storia altre mille e mille volte, scoprendo sempre qualcosa di nuovo e nascosto. E’ un romanzo di emozioni vorticose, di amore e tormento, di infinita tristezza ed entusiasmo coinvolgente. Il mio consiglio è di leggerlo assolutamente sia che non abbiate mai sentito parlare di queste due donne straordinarie, sia che sappiate ogni dettaglio delle loro vite.

Parliamo di film

Prima, dopo o durante la lettura del romanzo consiglio vivamente di guardare il film del 2015 ” The woman in gold“. Maria Altmann è qui interpretata dalla bravissima Helen Mirren, attrice che io amo immensamente.

Narra la lotta di Maria e dell’avvocato E. Randol Schönberg (Ryan Reynolds) contro il governo austriaco per riappropriarsi del quadro di Klimt che è suo di diritto. Il tutto è intervallato da malinconici flashback sulle note di Hans Zimmer in cui sono raccontate, come sbirciate da dietro il buco di una serratura, le vicende della seconda guerra mondiale e scorci di vita della zia Adele.

 

Facciamo i venali

Ormai so che questo spazio è il vostro preferito e chi sono io per toglierlo?!

“La bellezza rubata” è disponibile in tre diversi formati. Copertina rigida a 20€, che va bene tutto, la cultura è bella, ma qui su likei siamo poracci e non sto nemmeno a mettere il link. Oppure copertina flessibile (scelta che consiglio) a € 11,40 su Amazon, oppure ancora per gli amanti degli E-Book sempre su Amazon a € 7,99.

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Prendendoli da questo link, io riceverò una piccola percentuale del ricavato, senza che voi spendiate di più, ma facendolo potrete supportare il mio lavoro. Se avete una piccola libreria di fiducia invece, correte svelti a prenderlo li. Inutile dire, quanto le piccole imprese abbiano risentito del rock-down.


Peace

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