Il capolavoro sconosciuto: da Balzac a Picasso

Balzac racconta, in un modo quasi visionario, i dubbi, le incertezze e la voglia di sperimentare del fragile secolo segnato dalle Avanguardie.

Gli storici dell’arte e della letteratura, però sono cauti nel valutare l’effettiva consapevolezza di Balzac sia rispetto al passato, sia rispetto al suo essere profeta del futuro dell’ arte. Quel che è certo è che i pittori del ‘900 reagiscono al Capolavoro sconosciuto con una passione e un entusiasmo quasi mai riservato ad altri scritti sulla pittura. Forse perché, Balzac, racconta una favola. Favola sulla raffigurazione e sui pericoli che essa cela.

Picasso addirittura dipinse Guernica nella stessa casa in Rue des Grands Augustins dove ha inizio la favola di Balzac.

No, non fu una coincidenza, Picasso scelse quell’atelier stimolato all’idea di prendere il posto dell’ illustre ombra di Frenhofer: il protagonista del racconto.


Ma di cosa parla il capolavoro sconosciuto?

L’opera è un racconto pigmalionesco dove, come protagonista abbiamo un ritratto.

Racconta la relazione tra due pittori del XVII secolo, Nicolas Poussin e Franz Porbus, e il vecchio Frenhofer: la demoniaca creazione di Balzac. Il signor Frenhofer si rinchiude per anni, nel suo studio a dipingere la sua amante, la sua “Galatea”. Dipinge la donna perfetta, ma non osa far osservare questa meraviglia a nessuno, poiché prova un rapporto pigmalionesco con la sua creatura. Farla osservare da altri occhi sarebbe come prostituirla. Frenhofer rappresenta il paradosso a cui sta andando incontro l’arte stessa. Chiuso nell’analisi della perfezione assoluta, si è isolato dal mondo esterno, lavorando da più di dieci anni alla creazione dell’opera perfetta. I due grandi pittori, Porbus e Poussin, si recano allo studio del maestro con l’intenzione di poter ammirare il Capolavoro Sconosciuto, ma alla loro richiesta il maestro è restio e si oppone. Finché Poussin non avanza un’idea, una specie di scambio: la sua incantevole fidanzata Gillette come modella, per la fugace osservazione del capolavoro finale. Il maestro Frenhofer, sperando che si trattasse davvero della modella più bella di tutte, accetta la proposta. Gillette va a posare per Frenhofer, il quale dopo poco tempo, sostiene di aver compiuto il suo capolavoro e abbandona la bellissima donna. Da quel momento in poi la modella rimarrà abbandonata in un angolo a piangere.

Nessuno la guarda, nessuno si preoccuperà e occuperà più di lei.

La tela mostrata , però si rivela una delusione infinita per i due giovani pittori. Nulla, nella tela, viene distinto. E’ un groviglio di colori e forme, che nasconde forse una donna, che i due però non riescono a vedere, è un ammasso materico di forme e colori dove la casualità non è del tutto casuale. Dopo un po’ Porbus e Poussin riconoscono solamente un piede che sembra possedere il dono della vitaunico frammento mimetico che sembrava dare senso al quadro.  I due osservatori rimangono delusi e sgomenti da tanto orrore. Furono in preda ad una rabbia così esagerata da scuotere il maestro da quel torpore d’isolamento, portandolo alla consapevolezza della propria rovina e del proprio fallimento.


Ta ta ta curiosità

Il titolo originale del racconto era dato dal nome dell’ amante/modella, Gillette. Da questa storia è stato tratto anche il film del 1991: “La bella scontrosa”. La pellicola ha però, reso più centrale il ruolo della donna abbandonata. 


Balzac e Picasso

Pablo Picasso, leggendo il “Capolavoro sconosciuto” se ne innamorerà perdutamente e deciderà di illustralo con delle meravigliose acqueforti e disegni incisi su legno.

Con le illustrazioni dell’artista si perde totalmente il rapporto mimetico con il mondo; Frenhofer dipinge qualcosa che non ha niente a che fare con il modello che ha di fronte e Picasso allora, ci descrive una variante del Pigmaliome. Con la modella alle spalle, come a sottolineare quanto, quella relazione mimetica della pittura, sia totalmente e inesorabilmente interrotta.

Frenhofer nel racconto era convinto che dipingendo la mano della sua modella, questa apparisse immediatamente morta, quindi la mimesis è vista come perdita di vita.

No, amico mio, non scorre il sangue sotto questa pelle d’ avorio, e la vita non gonfia con la sua purpurea rugiada le vene e le fibrille che s’ intrecciano a reticolo sotto la trasparenza ambrata delle tempie e del petto; questa parte palpita, ma quest’ altra è immobile, la vita e la morte lottano in ogni particolare: qui, è una donna; là, una statua; più in là, un cadavere.

Balzac studiò gli scritti di Diderot sulla pittura e revisionò il suo testo dopo avere discusso con Théophile Gautier (scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese). Sarà dunque legittimo domandarsi: quello di Frenhofer è un ritratto fallimentare, o invece sono i giovani pittori a non sapere come guardarlo?

E tu cosa ne pensi?

Ah quasi dimenticavo, se vuoi approfondire la vita di Pablo Picasso ti consiglio di guadare  questo bellissimo documentario gratuito. clicca qui.

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Qui sotto invece potere trovare il mio video YouTube dove racconto il mito di Pigmalione e Galatea nella storia dell’arte. (Siete buoni, è stato uno dei primi video).

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